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Roma è di tutti

L'arte e la Storia negli ospedali
Torso del Belvedere

Che l’arte abbia delle proprietà terapeutiche è oggi un concetto noto. E a tutti noi sarà capitato di vedere almeno una volta, foto di persone trasportate dal personale sanitario nei musei quasi a voler realizzare un ultimo desiderio: rivedere la bellezza ancora una volta e farsi accompagnare lungo il viaggio da quell’emozione forte, altissima come una vetta, e che ci fa dimenticare persino il nostro nome per come riesce magnificamente ad assorbirci nella sua contemplazione.

Ma a Roma, dove la bellezza non manca di certo, già dal 2012 esiste un progetto di Servizio Civile della Sovrintendenza Capitolina ai BB. CC. che si chiama “Degenza e Conoscenza: la storia di Roma entra negli ospedali”, un progetto di inclusione sociale perché la bellezza è di tutti coloro che sono capaci di vederla, anche se sono ricoverati in ospedale.

L’idea è riannodare alla città, attraverso i fili della storia di Roma, dell’archeologia e della storia dell’arte, le persone ricoverate in ospedale, di tenerle legate al territorio con l’ambizione di farle entrare, anche solo per poche ore, in una dimensione diversa da quella in cui la malattia le costringe.

Quando ci ammaliamo, come “può capitare ai vivi” secondo un’espressione che ho sentito in un paesino alle pendici dell’Etna, in Sicilia, il nostro mondo si restringe ed è spesso completamente dominato dalla malattia. Quando è successo a me, l’impegno più grande è stato proprio rimanere allacciata alle cose che amavo, ai libri, all’emozione della bellezza per non restringere il mio mondo al numero di un letto e di una stanza. Perché il mondo deve restare grande e pieno di cose da scoprire.

Proprio come le statue antiche che arrivano fino a noi senza braccia né naso ma non per questo meno belle, la malattia si presenta nella nostra vita come una rottura e ci ricorda che siamo imperfetti. Tuttavia, pensate al cosiddetto “Torso del Belvedere” dei Musei Vaticani che ha ispirato tutta l’arte di Michelangelo! Si dice addirittura che Papa Giulio II abbia ordinato al grande artista di aggiungere la testa e gli arti e che Michelangelo si sia rifiutato di farlo affermando che la statua era bellissima anche così. Del resto, essere perfetti sarebbe un bel problema visto che la parola “perfetto” viene dal latino ed è il participio passato del verbo “perficere” che significa “compiuto”, “finito” e quindi morto. Ci avete mai pensato?

Ecco perché quando ho sentito parlare di questo progetto, affiancato negli anni da un'altra iniziativa analoga della Sovrintendenza Capitolina che viene realizzata l'11 febbraio di ogni anno in occasione della Giornata Internazionale del Malato dal titolo “Arte in corsia”, mi è venuta voglia di raccontarvelo! Voglio farvi conoscere “il dietro le quinte” della città che venite a visitare, il modo in cui il Patrimonio Culturale viene reso fruibile e volevo che sapeste che anche noi romani, come voi, siamo eterni turisti qui e facciamo tour per conoscere meglio la città in cui viviamo.

Anche per i pazienti che possono uscire temporaneamente dagli ospedali e per i loro familiari, il Progetto “Arte in corsia” organizza visite speciali in situ insieme ai dottori, ai volontari del Servizio Civile e alla Sovrintendenza Capitolina! Inoltre, opera anche nei reparti pediatrici, per insegnare la storia di Roma attraverso laboratori ludico–didattici pensati ad hoc. L’appuntamento fisso in questo caso è la mattina del 31 dicembre per festeggiare con l’arte il nuovo anno insieme ai pazienti ospedalieri.

L’emergenza Covid ha momentaneamente fermato questo bel progetto ma in Sovrintendenza è già pronto il nuovo programma per settembre e, come ogni altra attività della Capitale, anche negli ospedali, la storia di Roma non vede l’ora di ricominciare ad essere raccontata.

Qui il link: http://www.sovraintendenzaroma.it/content/servizio-civile

firma federica
Federica

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