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I Romani: Emy Fabbri, lo stile e l'eleganza su misura

La Bellezza tra ago e filo

Non so come funzioni nel vostro paese ma quando Vincenzo ed io abbiamo deciso di sposarci, i consigli su come organizzare il matrimonio sono stati così tanti e diversificati che alla fine eravamo veramente molto confusi sul da farsi. Riguardo al mio vestito poi, dopo aver passato qualche pomeriggio a provare abiti in alcuni negozi del centro con amiche, mamme e mia nonna Vittoria, sapevo con certezza solo che volevo un prodotto fatto completamente a mano e su misura proprio come le creazioni di Vincenzo.

Per fortuna, a pochi mesi dal “sì”, un’amica mi ha portato nel Centro Studi di Emy, al numero 26 della Salita de’ Crescenzi, tra il Palazzo del Senato e il Pantheon. Emy è un’artigiana dello stile che ha collaborato con i grandi nomi della moda italiana come Valentino, Lancetti, Rocco Barocco e per 23 anni ha insegnato allo IED, l’Istituto Europeo di Design (ied.it) ma soprattutto è la persona che invece di propormi le sue idee sul mio vestito, mi ha chiesto come me lo immaginassi. Questo è stato il risultato: un abito elegante che non stringeva, non tirava, non pesava, non pizzicava, non si muoveva, non faceva false pieghe ma centrava perfettamente la personalità di chi lo indossava cioè io e non quella de “la sposa”, questa incontentabile entità astratta alla quale in quel periodo mi sentivo spinta a rassomigliare!

Emy mi ha detto subito che la cosa più importante era il tessuto perché è solo toccando e scegliendo il tessuto giusto che l’idea dell’abito può prendere forma. Così, siamo andate insieme a scegliere la seta adatta alla mia idea di vestito da sposa e solo dopo essere state in tre negozi di tessuti e aver toccato diverse qualità di seta (per me tutte molto belle a dire il vero) Emy ha trovato ciò che aveva in mente: la seta della pesantezza giusta per l’idea e anche il colore giusto per l’intento perchè: “se decidi che vuoi un abito artigianale perché il tuo futuro marito è un artigiano orafo, allora questa seta con i riflessi dorati è la scelta giusta”. Solo in quel momento il viso di Emy, contratto dalla tensione della ricerca per tutto il pomeriggio, si è rilassato e lei ha cominciato a pensare alle linee dell’abito. Io era felicissima: che bello quando qualcuno invece di crearti un problema, te lo risolve, non vi pare!?

Nel tempo, ho imparato ad apprezzare il lavoro di questa artista non soltanto per i vestiti importanti ma anche per quelli di tutti i giorni perché indossare una maglia o un pantalone fatti su misura e con tessuti di qualità mi dà una sensazione di piacere che nessun capo preconfezionato mi aveva mai regalato. Mi fa sentire speciale e anche più sicura di me. È dopo aver conosciuto Emy che ho capito fino in fondo le parole di una mia amica non laureata che lavorava per un’azienda importante e che una volta al mese era in grande agitazione perchè doveva andare a Milano per incontrare i suoi colleghi che venivano da tutta Italia e che erano tutti laureati! “Ma tu sei bravissima sul lavoro!”, le dicevo io ed era vero ma lei soffriva il fatto di essere l’unica senza un titolo accademico. Così, per superare ciò che lei sentiva come una mancanza davanti ai suoi colleghi, passava la notte prima della partenza a scegliere i vestiti, gli abbinamenti, gli accessori e i gioielli da mettere in valigia perché presentarsi bene in quel contesto le permetteva di esprimere la sua personalità senza insicurezze.

L’arte di Emy inoltre, è preziosa anche da un altro punto di vista: la riattualizzazione degli armadi. Quanto spazio occupano nei nostri armadi i vestiti che non mettiamo più perché sono fuori moda o fuori taglia e che non vogliamo buttare perché ci siamo affezionati? Se il tessuto è giusto – per dirla come la direbbe Emy - gli abiti possono essere riadattati e avere una seconda vita. Quante ragazze oggi, se hanno un evento importante, sono costrette ad aprire l’armadio delle madri perché i loro abiti non sono fatti per durare nel tempo? Il segreto è sempre la qualità del tessuto perché “l’idea senza il tessuto perfetto non dà bellezza né armonia alla figura”.

E la bellezza per Emy è una tensione continua, la ricerca del particolare, capire come si costruiscono le cose, la sperimentazione e, per quanto mi riguarda, passare qualche ora con lei nel suo atelier, uno spazio artistico assolutamente terapeutico! Prima di entrare infatti, penso e ripenso ogni volta che per quel vestito o quel pantalone sono ancora troppo grassa, troppo bassa, troppo “qualcosa”, non posso farlo, ci rinuncio… Poi Emy mi guarda, misura, prova, mette gli spilli e quando esco dal suo atelier - ragazzi! - mi sento sempre bellissima.

Emy e io

firma federica
Federica

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